Ho una casa nel Regno Unito: serve l’ETA per visitarla? Guida 2026

Cottage in pietra con giardino fiorito nella campagna inglese di proprietà di una coppia italiana
Cottage in pietra con giardino fiorito nella campagna inglese di proprietà di una coppia italiana (foto: Pexels)

Sì: anche se la casa è tua, per visitare la seconda casa oltre Manica serve comunque l’ETA da 20 £. La proprietà non concede residenza né alcun diritto d’ingresso: entri come qualsiasi visitatore, l’autorizzazione è obbligatoria dal 2 aprile 2025 e senza di essa non puoi imbarcarti. Puoi soggiornare fino a sei mesi per volta, ma la casa non può diventare un domicilio permanente.

TL;DR: avere un immobile nel Regno Unito non cambia le regole d’ingresso. Con l’ETA da 20 £ visiti la tua casa per un massimo di sei mesi a viaggio, ma non puoi stabilirti né lavorare per il mercato locale. Restano gli obblighi fiscali, come la council tax. L’autorizzazione vale due anni e alla scadenza va rinnovata, come per ogni altro visitatore.

Casa nel Regno Unito e ETA 2026 Regola
Serve l’ETA per visitarla Sì, 20 £
La proprietà dà residenza No
Durata di ogni visita fino a 6 mesi
Lavorare sul posto Non permesso
Council tax Dovuta anche da non residenti
Obbligo ETA dal 25 febbraio 2026

Sono sempre di più gli italiani con un cottage in campagna, un appartamento a Londra o una casa vacanze in Cornovaglia. Il possesso, però, non equivale a un permesso di soggiorno. Prima di programmare i tuoi rientri e capire quando serve l’ETA seconda casa, chiarisci il quadro con la guida su chi ha bisogno dell’ETA e con i requisiti aggiornati al 2026.

Ho una casa nel Regno Unito: serve comunque l’ETA?

Appartamento con vista sui tetti di Londra e chiavi di casa appoggiate sul davanzale
Appartamento con vista sui tetti di Londra e chiavi di casa appoggiate sul davanzale (foto: Pexels)

Sì. Il possesso di un immobile non ti dà uno status speciale alla frontiera: sei un visitatore e ti servono le stesse autorizzazioni di chiunque. Dal 2 aprile 2025 l’ETA da 20 £ è obbligatoria per ogni ingresso e senza non puoi imbarcarti, anche se la casa è tua da vent’anni.

Il principio è chiaro: l’autorizzazione riguarda la persona che entra, non i beni che possiede. Il governo britannico lo conferma nella pagina ufficiale dell’ETA, che non prevede esenzioni per i proprietari di immobili. Un esempio concreto: i coniugi Ferrari di Modena hanno una casa vacanze nel Devon dal 2015; dal 2026 devono richiedere l’ETA a ogni soggiorno, proprio come i loro ospiti. Per capire quanto puoi fermarti, è utile la guida sulla durata del soggiorno con l’ETA.

Possedere una proprietà non dà diritto a risiedere

Coppia matura davanti alla propria casa vacanze sulla costa della Cornovaglia
Coppia matura davanti alla propria casa vacanze sulla costa della Cornovaglia (foto: Pexels)

Acquistare un immobile britannico non concede residenza, cittadinanza o permesso di soggiorno: ai fini dell’immigrazione l’acquisto non conta. Con l’autorizzazione visiti la tua abitazione fino a sei mesi per volta, ma non puoi vivere stabilmente nel Paese. Chi vuole trasferirsi deve seguire un percorso di visto del tutto diverso.

Molti danno per scontato che “avere una casa” equivalga a “poter restare”: non è così. L’ETA seconda casa è pur sempre un’autorizzazione da visitatore, e la proprietà e l’immigrazione restano due mondi separati. Se il tuo obiettivo è trascorrere lunghi periodi o stabilirti, l’ETA non basta e serve un visto adeguato. Il confronto tra le opzioni è spiegato nell’articolo su Standard Visitor visa e ETA e nella pagina del governo dedicata ai visitatori standard.

Attenzione: soggiornare quasi tutto l’anno alternando brevi uscite per “azzerare” i sei mesi è rischioso. La frontiera britannica può considerarti un residente di fatto e negarti l’ingresso. Possedere casa non ti mette al riparo da questi controlli.

Quanto puoi restare e cosa non puoi fare

Tavolo con passaporto italiano, contratto di proprietà e una tazza di tè inglese
Tavolo con passaporto italiano, contratto di proprietà e una tazza di tè inglese (foto: Pexels)

L’ETA ti permette di soggiornare fino a sei mesi per visita e di usare la tua proprietà come base per esplorare il Paese. Restano esclusi il lavoro per il mercato britannico, i corsi di studio lunghi, l’accesso gratuito ai servizi riservati ai residenti e la vita lì in pianta stabile.

In pratica puoi usare l’abitazione per le vacanze, ospitare familiari e curarne la manutenzione. Non puoi invece trasformarla nel centro della tua vita quotidiana o impiegarti sul posto. Sul lavoro da remoto la linea è sottile: qualche attività per un datore estero durante la visita è tollerata, un impiego per il mercato locale no. Per i dettagli sui controlli d’ingresso guarda la guida alla frontiera e, sulle differenze con il turismo classico, il confronto tra ETA e visto turistico. Le regole ufficiali sono nella pagina sui soggiorni da visitatore.

Ti sfugge quale documento serve per i tuoi ritmi di viaggio tra Italia e casa britannica? Possiamo controllare il tuo caso e prepararti la domanda, così non rischi errori a ogni rientro.

Tasse e gestione della casa da non residente

Un immobile oltre Manica comporta obblighi anche se non risiedi: la council tax si paga in base all’immobile, gli eventuali affitti generano reddito tassabile e la manutenzione resta a tuo carico. L’ETA copre solo la visita; gli aspetti fiscali vanno gestiti a parte con un professionista abilitato nel Regno Unito. Un proprietario italiano che non paga questa imposta può ricevere solleciti e sanzioni dal comune competente.

Un non residente che affitta la propria casa deve dichiarare il reddito e può rientrare in regimi specifici per i proprietari all’estero. La council tax, invece, è una tassa locale legata all’abitazione, dovuta a prescindere dai giorni di presenza. Prima di ogni viaggio, verifica di avere in ordine sia l’autorizzazione sia i documenti dell’immobile: un quadro dei documenti utili è nella checklist di viaggio, mentre per il budget complessivo aiuta l’articolo sul costo dell’ETA nel 2026.

Come richiedere l’ETA per la tua seconda casa

Proprietario che compila la domanda ETA sul portatile prima di partire per la sua casa britannica
Proprietario che compila la domanda ETA sul portatile prima di partire per la sua casa britannica (foto: Pexels)

La domanda si fa online in pochi minuti, con risposta di solito entro 3 giorni lavorativi. Servono passaporto valido, foto, carta di pagamento ed email. Richiedila prima di ogni viaggio verso la tua casa britannica, se l’autorizzazione precedente è scaduta, e paga 20 £: coprirà più ingressi per due anni.

  1. Controlla la validità dell’ETA in corso: se è ancora valida entro i due anni, non devi rifarla per il prossimo soggiorno.
  2. Compila la domanda ufficiale: inserisci dati e foto sul portale del governo britannico.
  3. Paga 20 £ e conserva l’email: l’autorizzazione si lega al passaporto. All’arrivo la frontiera la verifica leggendo il documento.

Per una guida illustrata resta il riferimento la nostra guida completa su come richiedere l’ETA. Le regole d’ingresso da visitatore, valide anche per chi ha una casa, sono spiegate nella pagina del governo sui controlli di frontiera.

Domande frequenti

Ho una casa nel Regno Unito: devo comunque richiedere l’ETA?

Sì. Possedere un immobile non cambia il tuo status: entri come visitatore e dal 2 aprile 2025 serve l’autorizzazione da 20 £. La casa è tua, ma l’ingresso nel Paese resta soggetto alle stesse regole di tutti.

La proprietà mi dà diritto a vivere nel Regno Unito?

No. Comprare casa non concede residenza né permesso di soggiorno. L’ETA ti consente di visitare la tua abitazione fino a sei mesi per volta, ma non di trasferirti in modo stabile né di trattarla come domicilio permanente.

Quanto posso restare nella mia casa britannica con l’ETA?

Fino a sei mesi per ogni visita. L’ETA consente più ingressi, ma non permette di vivere nel Paese in modo continuativo alternando brevi uscite. Chi soggiorna quasi tutto l’anno rischia domande alla frontiera.

Posso affittare la mia casa nel Regno Unito mentre sono in Italia?

Affittarla è possibile come proprietario, ma gestire un’attività di affitti sul posto è lavoro e va oltre l’ETA. Per la parte fiscale un non residente ha comunque obblighi: conviene farsi seguire da un commercialista.

Devo pagare tasse sulla casa se non risiedo?

Sì, alcune. La council tax si paga in base all’immobile, non alla residenza, e gli affitti generano reddito tassabile. Possedere casa comporta obblighi locali a prescindere dai giorni che passi effettivamente lì.

Posso lavorare in smart working dalla mia casa nel Regno Unito?

Con l’ETA puoi svolgere qualche attività da remoto per un datore estero durante una visita, ma non lavorare per il mercato britannico. Il confine è sottile: la tua casa non ti autorizza a impiegarti sul posto.

L’ETA seconda casa scade e va rinnovata?

L’autorizzazione vale due anni o fino alla scadenza del passaporto. Anche se hai una proprietà, alla scadenza devi rifarla come chiunque altro. Se cambi passaporto, l’ETA collegata al vecchio documento non è più valida.

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Beatrice Carminati — Redattrice specializzata in documenti di viaggio. Aiuta i lettori italiani, soprattutto over 60 e famiglie, a organizzare il viaggio nel Regno Unito passo dopo passo. Verifica ogni guida sulle fonti ufficiali del governo britannico prima di pubblicare.

Ultimo aggiornamento: 2026-08-17 — verificato contro il calendario gov.uk.

eta-uk.it è un servizio informativo indipendente e non siamo un ente governativo. La domanda ETA si può presentare direttamente sul sito ufficiale gov.uk a 20 £, oppure con il nostro controllo e la nostra assistenza opzionali.

Redazione eta-uk.it

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